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30.10.2006
Ecco l'identikit del turista che visita l'Umbria

L’Umbria dell’arte, dell’ambiente e dell’enogastronomia attrae sempre più. Risulta infatti buono l’andamento turistico nell’estate 2006, con un alta la percentuale di strutture occupate da italiani e stranieri e un buon giudizio sulla qualità dell’offerta turistica umbra che viene promossa in maniera crescente dal “passaparola” e dalle informazioni tratte da Internet. Sono questi i dati di maggior rilievo che emergono dal II rapporto dell’“Osservatorio turistico della Regione Umbria” che è stato illustrato a Palazzo Donini, da Flavia Coccia dell’“Isnart” (“Istituto nazionale ricerche turistiche”), alla presenza della presidente della Regione Umbria, Maria Rita Lorenzetti. Le attività dell’ Osservatorio regionale sono gestite in collaborazione con UnionCamere-Umbria, “Sviluppumbria spa” e con il “Centro superiore di studi turistici” di Assisi.
Il turista che visita l’Umbria –spiega Flavia Coccia - è in grande maggioranza italiano (74,9 per cento), di sesso maschile (67,6), proveniente soprattutto da Lazio, Lombardia, Campania, Piemonte e Puglia. Gli stranieri (25,1 per cento) provengono principalmente da Germania (28,7), Olanda (19,7), Regno Unito (12,3) e gli Usa (11,5). L’età è compresa tra i 21 e i 40 anni, con un elevato livello culturale (56,8 con diploma superiore e 28,8 i laureati). La percentuale di occupazione delle camere – secondo i dati del Rapporto - raggiunge il picco massimo nel mese di agosto con il 63,6 per cento, contro il 69,4 della media nazionale. “Un risultato molto positivo – ha spiegato Coccia - se si pensa che l’Umbria è una regione interna che non può contare nell’offerta sulla grande attrattiva rappresentata dal mare”. I dati riguardanti l’occupazione di camere premiano maggiormente i villaggi turistici e i campeggi che nel mese di agosto hanno raggiunto rispettivamente, il 75,8 per cento e il 73,5 (media regionale di tutte le strutture 63,6), e a settembre i risultati migliori sono raggiunti dalle strutture alberghiere (40,3 per cento, contro il 33,3 della media regionale). Rilevante anche la performance dell’alberghiero nelle prenotazioni, che raggiungono il 22,3 per cento (contro il 14,9 per cento regionale della media regionale). Per quanto riguarda la tipologia del “prodotto” turistico, la migliore performance dell’estate viene raggiunta nel mese dalle località di montagna con il 73,2 per cento di camere occupate (superiore alla media regionale che è 63,6 per cento e nazionale 69,4), mentre a settembre il primato spetta alle città (turismo culturale), con il 40 per cento. L’andamento generale dell’Umbria si allinea con quello del Centro-Italia e i mesi di luglio e agosto tutti i “prodotti turistici” (città, lago, montagna terme, e campagna) fanno registrare una percentuale di occupazione delle camere comprese nella fascia medio-alta (tra 50 e 75 per cento). I turisti che hanno frequentato l’Umbria nell’estate 2006 sono costituiti per il 69,9 per cento da italiani e dal 30,1 da stranieri, sostanzialmente in linea con la media nazionale (rispettivamente 68,1 e 31,9). Rispetto agli stranieri si registra un incremento (rispetto allo stesso periodo del 2005) di turisti francesi (+5,1), britannici (+2,2) e statunitensi (+1,1) stilizzando la presenza di tedeschi che nel saldo tra operatori che dichiarano un aumento e quelli che registrano una diminuzione, si attestano sul -0,6 per cento.
La tipologia del turista “leisure” (i turisti “classici” che viaggiano per relax o divertimento, individuali o di gruppo, con o senza accompagnatore) è quella prevalente, con il 90 per cento circa di presenze, il restante è costituito da “clienti business”, che vengono in Umbria per lavoro (10 per cento circa, il 7,6 individuali ed il restante organizzati in gruppi). Il turismo famigliare e di coppia è il prevalente (39,2 e 37,7). Per ciò che riguarda l’andamento nei vari comprensori turistici, i migliori risultati (sempre relativi all’occupazione di camere) nel mese di luglio sono stati registrati nel Trasimeno (61,3 per cento), nell’Alta Valle del Tevere (59,5) e nel Perugino (57,3); ad agosto in Valnerina-Cascia (80,3), ancora Alta Valle del Tevere (71), Orvietano (69,2); a settembre ritroviamo l’Orvietano (42,4), il Perugino (45,3) e l’Assisano (35,7). Rispetto alle prenotazioni di ottobre spicca il Perugino con il 26,9 per cento e l’Assisano che in questo mese raggiunge il 22,2 e a novembre l’11,2. Le imprese turistiche dei vari comprensori che dichiarano un aumento di flussi di turisti italiani sono l’Amerino (37 per cento), il Ternano (22,6), Valnerina-Cascia (21,9) ed Eugubino-Alto Chiascio (20,7). Una “certa problematicità nei flussi italiani” è dichiarata invece da due aree: Alta Valle del Tevere (27,8 per cento) e Assisano (22,2). Per quanto concerne gli stranieri una crescita “interessante” viene dichiarata nell’Orvietano (29,5 per cento delle imprese) e Alta Valle del Tevere (27,8), mentre una tendenza negativa viene dichiarata dal 22,2 delle imprese dell’Assisano e dal 19,4 di quelle dell’Amerino. Una sostanziale stabilità si rileva nello Spoletino (88,9 per cento delle strutture) e Folignate-Nocera (79,2). “L’analisi dei dati relativi all’andamento dei flussi turistici in Umbria -afferma il presidente della Regione Maria Rita Lorenzetti- che confermano la ripresa, soprattutto nei mesi estivi, ci inducono ad accelerare il più possibile le procedure per arrivare presto alla riorganizzazione istituzionale del turismo in Umbria”. La presidente ha quindi affermato che la competente commissione consiliare che sta lavorando bene sulla riforma del settore turismo, terminerà presto i lavori e l’atto dovrebbe andare all’esame del Consiglio regionale entro la prima metà del mese di novembre. “Dobbiamo essere in grado, dopo aver messo a regime il nuovo assetto istituzionale, di saper promuovere l’Umbria mettendo in campo sinergie e collaborazione tra pubblico e privato, puntando a realizzare una ‘offerta’ capace di intercettare la nuova domanda di turismo. Dobbiamo promuovere unitariamente l’Umbria nel mondo, ma anche considerando l’Umbria inserita nel sistema ‘Paese’, e affermando l’offerta della nostra regione in termini di eccellenze e qualità”.


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